MESTRE.L'acqua granda di Mestre. L'acqua che ha fatto piangere dalla paura anziani, malati, negozianti, mamme con i bambini bloccati nelle auto immobili tra cassonetti dei rifiuti che galleggiavano. Acqua granda in via Piave, in Corso del Popolo, alla Gazzera, a Malcontenta e poi a Favaro a Marcon. Acqua granda che piega la città, la paralizza la isola dal resto del Veneto, che blocca il Petrolchimico, che rende inagibili reparti dell'Umberto I e caserme dei carabinieri. Che mette a nudo le carenze strutturali del sistema di sicurezza idraulica. Idrovore insufficienti, canali e fogne sottodimensionati per accogliere piene straordinarie e improvvise. Ieri sette ore di diluvio. Di sofferenza e di rabbia per migliaia e migliaia di persone.
Pioggia eccezionale.Una quantità di pioggia eccezionale, hanno confermato i meteorologi dell'Arpav. Nell'arco di 10 ore sono caduti 254 millimetri di pioggia a Marghera, 152 a Mogliano, 108 a Venezia. La maggior parte delle precipitazioni è caduta nell'arco di 4-5 ore. Si tratta di dati eccezionali, come conferma il rilevamento effettuato dal pluviometro di Valle Averto, che ha segnato 315 millimetri, a fronte di una media annuale che nella zona non supera gli 800. Come dire che ieri è caduta un terzo della pioggia che solitamente cade in un anno. Nessun paragone è possibile con l'emergenza maltempo che si verificò lo scorso anno a metà settembre: in quella occasione vennero registrati 225 millimetri in 72 ore. La massima intensità di pioggia caduta in 24 ore nel 2006 è stata di 117 millimetri, mentre ieri quella registrata nell'arco di una sola ora, dalle 7 alle 8, è stata di 150 millimetri a Marghera. Con una punta di 90 millimetri in mezz'ora.
Smaltimento in tilt.Un fenomeno che ha mandato in tilt anche il sistema di smaltimento dell'acqua piovana. I canali non ricevevano più. Lo Zero, il Marzenego e il Dese in breve sono arrivati al limite della tracimazione. Le idrovore che solitamente devono garantire lo svuotamento in laguna dell'acqua si sono dimostrate praticamente subito insufficienti a smaltire l'acqua che cominciava ad allagare Mestre, Favaro, Marcon, Malcontenta e Marghera. All'alba scatta il codice rosso per la Protezione Civile, il sito del Comune comincia a fornire le prime comunicazioni mentre la città che si sta risvegliando si trova paralizzata. Per la prima volta viene utilizzata la centrale operativa comune per le grandi emergenze. Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso invia a Venezia Bernardo De Bernardinis. Questi è il responsabile del settore Emergenze Idriche per il Dipartimento della Protezione Civile. La viabilità si paralizza: in via Piave e in Corso del Popolo ci sono ottanta centimetri di acqua, auto bloccate nei sottopassi, in mezzo alla strada, parzialmente sommerse e cassonetti che galleggiano su marciapiedi e strade. Fogne che invadono case e strade mentre i rifiuti disegnano arabeschi sull'acqua limacciosa. Un fulmine si scarica in stazione in Mestre e fa saltare questo importante snodo ferroviario. I sottopassi si allagano e i viaggiatori sono costretti ad attraversare i binari scortati da polfer e personale ferroviario. Uno smottamento lungo la linea Venezia-Trieste a Gaggio costringe a deviare sulla linea Venezia-Udine i convogli diretti nel capoluogo giuliano.
L'accusa.«Rivedere le strutture della rete idraulica per prevenire nuove emergenze, come quella che ha messo in ginocchio il veneziano e altre aree del Veneto. La promozione di un territorio non si fa solo con le infrastrutture viarie o ricettive ma anche con la sua sicurezza idraulica» lo ha ribadito Bernardo De Bernardinis che ha aggiunto: «l'area veneta è stata colpita più volte nell'ultimo decennio da piogge eccezionali, l'ultima lo scorso anno, e quindi è certo che si ripeterà il fenomeno. Per cui si dovranno risolvere i problemi strutturali. Bisogna che si concentrino gli obiettivi su questo fronte e si lascino da parte altri progetti. Il capitolo della prevenzione deve essere affrontato seriamente per essere efficace». Quella di Mestre, secondo il prefetto di Venezia Guido Nardone, è stata «un'esperienza unica per il territorio, ma la situazione è stata sempre tenuta sotto controllo. Non ci sono stati sgomberi di famiglie dalle case, ma sicuramente ci saranno problemi per molti a ritornare nell'abitazione danneggiata: per costoro l'Associazione Veneziana Albergatori ha messo a disposizione stanze negli hotel fino a fine dell'emergenza». In serata saranno undici i nuclei famigliari che hanno chiesto di essere ospitati in albergo perché impossibilitati a rientrare. Il maltempo ha paralizzato la viabilità comunale, ma è nelle strade secondarie che s'è avvertita la crisi di movimento dei mezzi.
Scuole chiuse.Oggi le scuole di Mestre e Marghera resteranno chiuse. Ieri molti ragazzi sono rimasti a casa spontaneamente. I tecnici dovranno verificare se le strutture hanno subito danni. Scuole chiuse anche a Campagna Lupia e in altri comuni del Veneziano particolarmente colpiti dal maltempo.
Aeroporto e ospedale.Voli cancellati, altri dirottati fin dalle prime ore del mattino al Marco Polo. Problemi soprattutto all'aerostazione. Per quanto riguarda le partenze, sono stati cancellati dieci voli e due sono stati dirottati su Verona. Per gli arrivi, dodici quelli cancellati e sette dirottati: quattro su Trieste e tre su Verona. Difficoltà all'Umberto I sia al primo piano dove sono stati allagati i reparti di Medicina Nucleare e Radioterapia e al quinto piano dove ci sono state delle infiltrazioni dal soffitto a cardiochirurgia.
Le previsioni.Le piogge e i temporali proseguiranno anche oggi ma con un'intensità inferiore a quella registrata nelle prime ore di ieri. Secondo la Protezione Civile la situazione andrà via via normalizzandosi nelle prossime 24 ore. Dunque, con la perturbazione che si sta spostando verso est, si attendono ancora piogge e temporali, anche localmente intensi, ma non a livello di quelli dell'altra notte e della mattinata. L'attenzione dei soccorsi, nella notte, si è concentrata da un lato sulla situazione dei canali scolmatori del Veneziano, che sono tenuti costantemente sotto controllo, e dall'altro sull'assistenza ai cittadini di Malcontenta, ancora isolati dall'acqua, di Marghera, della Bissuola, di Chirignago e della Gazzera. A molti i pompieri hanno portato pasti caldi. Ieri sera c'erano ancora mille persone senza energia elettrica.